Calcolo WACC: costo medio ponderato del capitale
FinanzaInserisci equity e debito, il costo del capitale proprio (a mano o con il CAPM), il costo del debito e l’aliquota fiscale. Il calcolatore dà il WACC, i pesi delle due fonti e il costo del debito al netto delle imposte.
Passaggi
(600.000 · 10 + 400.000 · 5 · (1 − 24 / 100)) / (600.000 + 400.000) = 7,52
- Il capitale totale è equity più debito: 600.000 + 400.000 = 1.000.000,00 €.
- I pesi sono E / (E + D) = 60% per il capitale proprio e D / (E + D) = 40% per il debito.
- Il costo del debito al netto delle imposte è Cd · (1 − T) = 5 · (1 − 24 / 100) = 3,8%.
- Il WACC è la media dei due costi, pesata: E / (E + D) · Ce + D / (E + D) · Cd · (1 − T) = 7,52%.
Appena tutti i dati sono validi, qui vedi ogni passaggio del calcolo.
Formula
- WACC
- costo medio ponderato del capitale, in percentuale annua
- E, D
- valore di mercato del capitale proprio (equity) e del debito finanziario
- Ce
- costo del capitale proprio, il rendimento atteso dagli azionisti
- Cd, Cdt
- costo del debito prima e dopo le imposte
- T
- aliquota fiscale applicata agli interessi
- Rf, Rm, β
- tasso privo di rischio, rendimento atteso del mercato e beta del titolo (CAPM)
- we, wd
- pesi: quote di capitale proprio e di debito sul capitale totale
Come funziona il calcolo
Il WACC (Weighted Average Cost of Capital, in italiano costo medio ponderato del capitale) è il costo medio del denaro con cui un’impresa si finanzia, sia che arrivi dai soci, il capitale proprio, sia che arrivi dai finanziatori, il debito. È la media dei due costi, ciascuno pesato per la quota di capitale che rappresenta: WACC = E / (E + D) · Ce + D / (E + D) · Cd · (1 − T). E è il valore di mercato del capitale proprio, D quello del debito, Ce il rendimento atteso dagli azionisti, Cd il tasso di interesse sul debito prima delle imposte e T l’aliquota fiscale. È la formula del glossario finanziario di Borsa Italiana.
Il debito costa meno di quanto dice il tasso, perché gli interessi riducono l’imposta: per questo Cd si moltiplica per (1 − T). Con un tasso del 5% e un’aliquota del 24%, il costo del debito al netto delle imposte è 5 · 0,76 = 3,8%. Il capitale proprio non ha un tasso scritto in un contratto: è il rendimento che gli azionisti si aspettano per il rischio che corrono. Di solito si stima con il CAPM (Capital Asset Pricing Model), Ce = Rf + β · (Rm − Rf): il tasso privo di rischio, in Italia di solito il rendimento del BTP decennale, più il premio per il rischio di mercato moltiplicato per il beta del titolo. Nel calcolatore puoi scrivere Ce oppure scegliere «Calcolalo con il CAPM» e inserire Rf, β e Rm.
Un esempio: con 600.000 € di equity e 400.000 € di debito i pesi sono 60% e 40%. Con Ce al 10%, Cd al 5% e T al 24%, il WACC è 0,6 · 10% + 0,4 · 3,8% = 6% + 1,52% = 7,52%. Il WACC serve da tasso di sconto dei flussi di cassa nel metodo DCF e come soglia di rendimento: un progetto il cui rendimento atteso è inferiore al WACC non remunera il capitale impiegato. Il risultato è una stima, perché pesi, tassi e rendimenti attesi sono scelte di chi calcola, e non è una consulenza finanziaria. Per altri indicatori d’impresa ci sono il calcolo del ROI e il calcolo dell’EBITDA.
La formula
I pesi sono quote di un totale: con E = 600.000 e D = 400.000 il capitale totale è 1.000.000 e i pesi sono 0,6 e 0,4. Conta solo il rapporto tra E e D, non l’unità: lo stesso WACC esce con 600 e 400 o con 600 milioni e 400 milioni. Se D = 0 il WACC coincide con il costo del capitale proprio; se E = 0 con il costo del debito al netto delle imposte. Con E e D entrambi uguali a zero il WACC non esiste.
Il risultato dipende dai dati scelti. Il glossario di Borsa Italiana osserva che per il capitale proprio andrebbe usato il valore di mercato, ma che quando il WACC serve a stimare proprio quel valore si ricorre a pesi obiettivo, per esempio un rapporto fissato tra equity e debiti; per il debito, se i tassi non sono cambiati, il valore contabile è una buona approssimazione di quello di mercato. L’aliquota da usare è quella che vale per la deducibilità degli interessi: il valore iniziale, 24%, è l’IRES ordinaria, senza l’IRAP e senza tener conto della deducibilità solo parziale degli interessi, di cui parla anche Borsa Italiana.
Esempio di calcolo
Qual è il WACC di un’impresa con equity di 600.000,00 € e debito di 400.000,00 €?
- Il capitale totale è 600.000 + 400.000 = 1.000.000,00 €: il peso del capitale proprio è 60% e quello del debito 40%.
- Il costo del debito al netto delle imposte è 5 · (1 − 24 / 100) = 3,8%.
- Il WACC è 0,6 · 10 + 0,4 · 3,8 = 6 + 1,52 = 7,52%.
Con equity di 600.000,00 €, debito di 400.000,00 €, costo del capitale proprio 10%, costo del debito 5% e aliquota fiscale 24%, il WACC è 7,52%.
Inserisci l’esempio nel calcolatoreDomande frequenti
Cos’è il WACC e perché conta?
Il WACC è il costo medio ponderato del capitale: la media del costo del capitale proprio e del costo del debito, pesata con la quota di ciascuno sul capitale totale. Conta perché è il rendimento minimo che un’impresa deve ottenere sui suoi investimenti per remunerare chi la finanzia, ed è il tasso con cui si attualizzano i flussi di cassa per valutare un’azienda.
Come si calcola il WACC?
Con WACC = E / (E + D) · Ce + D / (E + D) · Cd · (1 − T). Con equity di 600.000 €, debito di 400.000 €, Ce al 10%, Cd al 5% e T al 24%, i pesi sono 0,6 e 0,4, il costo del debito netto è 3,8% e il WACC è 0,6 · 10% + 0,4 · 3,8% = 7,52%. Nel calcolatore bastano i cinque dati.
Come si trova il costo del capitale proprio?
Di solito con il CAPM: costo del capitale proprio = tasso privo di rischio + beta · premio per il rischio di mercato. Con Rf al 3%, beta 1,2 e rendimento atteso del mercato dell’8% il premio è 5% e Ce = 3 + 1,2 · 5 = 9%. Nel calcolatore scegli «Calcolalo con il CAPM» e scrivi Rf, β e Rm. Il beta si stima dai rendimenti passati del titolo rispetto al mercato.
Qual è un buon WACC?
Non esiste un valore buono in assoluto: dipende dal settore, dal paese e dal rischio dell’impresa. A parità di condizioni un WACC più basso vuol dire capitale più economico. Il confronto utile è con il rendimento atteso dei progetti: Borsa Italiana lo indica come il parametro con cui valutare il rendimento sul capitale investito, e un progetto che rende meno del WACC non remunera i finanziatori.
Perché il debito ha un vantaggio fiscale nella formula del WACC?
Perché gli interessi passivi sono deducibili dal reddito imponibile, entro i limiti previsti dalla legge, quindi ogni euro di interessi fa risparmiare imposte. Per questo il costo del debito entra nella formula al netto: Cd · (1 − T). Con Cd al 5% e T al 24% il debito costa il 3,8%. L’aliquota da usare dipende dal caso.
Come viene utilizzato il WACC?
Nel metodo DCF (Discounted Cash Flow) è il tasso con cui si attualizzano i flussi di cassa futuri dell’impresa per ottenere il suo valore; lo usano anche i modelli di valutazione di progetti e di aziende per scegliere gli investimenti da fare, confrontando il rendimento atteso con il WACC. Serve anche come tasso di rendimento minimo richiesto a un investimento.
Il WACC si esprime in percentuale?
Sì, è un tasso e si esprime in percentuale, di solito su base annua, come i flussi di cassa che attualizza. Un WACC del 7,52% significa che l’impresa paga in media il 7,52% all’anno sul capitale con cui si finanzia, debito e capitale proprio insieme.
Cosa significa un WACC del 12%?
Che per ogni 100 € di capitale, tra soci e finanziatori, l’impresa deve generare in media 12 € all’anno per remunerarli. Un investimento con rendimento atteso inferiore al 12% non copre il costo del capitale; uno con rendimento superiore lo copre. Su 1.000.000 € di capitale sono 120.000 € l’anno.
Come si calcola il WACC dal bilancio?
Dal bilancio si prendono i debiti finanziari (D), che se i tassi non sono cambiati sono una buona stima del valore di mercato, e gli oneri finanziari, che divisi per il debito medio danno una stima del costo del debito. Il capitale proprio va invece a valori di mercato, per esempio la capitalizzazione di borsa: il patrimonio netto contabile non è il suo valore di mercato.
Come si calcola il WACC in Excel?
Scrivi equity in B1, debito in B2, costo del capitale proprio in B3, costo del debito in B4 e aliquota in B5, con le percentuali in formato percentuale. In una cella inserisci =B1/(B1+B2)*B3+B2/(B1+B2)*B4*(1-B5). Con 600000, 400000, 10%, 5% e 24% il risultato è 7,52%. Il calcolatore mostra gli stessi passaggi.
Quale aliquota fiscale uso nel WACC?
Quella che riduce davvero le imposte quando paghi interessi. Per una società di capitali (Srl, Spa) industriale o commerciale è di norma l’aliquota IRES, il 24% indicato dall’Agenzia delle Entrate, che il calcolatore propone come valore di partenza: l’IRAP non entra in T, perché per queste società gli interessi passivi non riducono la base imponibile IRAP. Ditte individuali e società di persone (Snc, Sas) non pagano l’IRES, perché il reddito è tassato in capo al titolare o ai soci; banche e assicurazioni hanno regole proprie. Borsa Italiana ricorda che T è molto variabile e specifico di ogni caso: se il tuo è diverso, scrivi l’aliquota adatta, d’accordo con il commercialista.
Come si sceglie il peso di equity e debito?
In teoria con i valori di mercato di entrambi. Per il debito spesso basta il valore di bilancio; per il capitale proprio, nelle società non quotate, si usano una stima del valore o un rapporto obiettivo tra equity e debiti. I pesi cambiano il risultato: con più debito a basso costo il WACC scende, ma sale il rischio e quindi in genere anche il costo del capitale proprio.
- Costo Medio Ponderato del Capitale, glossario finanziario (Borsa Italiana)
- Costo Medio Ponderato del Capitale (WACC): definizione e calcolo (Borsa Italiana)
- CAPM (Capital Asset Pricing Model), Dizionario di Economia e Finanza (Treccani)
- Imposta sui redditi delle società (Ires): che cos’è (Agenzia delle Entrate)
- D.Lgs. 446/1997, art. 5: valore della produzione netta delle società di capitali e degli enti commerciali (base imponibile IRAP) (Normattiva)