EBITDA: come si calcola da ricavi, costi o utile netto

Finanza

Scegli da quali dati parti: ricavi e costi operativi, oppure utile netto, imposte e oneri finanziari. Il calcolatore dà EBITDA ed EBIT e, partendo dai ricavi, anche i margini in percentuale, con formula ed esempio.

Da quali dati parti?

Il fatturato dell’esercizio o, dal bilancio, il valore della produzione (voce A del conto economico).

Tutti i costi della gestione ordinaria tranne ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti: costo del venduto, materie prime, servizi, personale, affitti.

I costi non monetari dell’esercizio: nel bilancio sono le voci B10, B12 e B13 del conto economico, senza le svalutazioni finanziarie della voce D.

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Risultato: EBITDA (margine operativo lordo)

2056,00€

Con ricavi di 14.246,00 € e costi operativi di 12.190,00 €, l’EBITDA è 2056,00 €, pari a 14,43% dei ricavi; l’EBIT, dopo 1500,00 € di ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti, è 556,00 €.

  • EBIT (risultato operativo): 556,00 €
  • Margine EBITDA sui ricavi: 14,43%
  • Margine EBIT sui ricavi: 3,90%

Passaggi

14.246 − 12.190 = 2056,00 €

  1. EBITDA = ricavi − costi operativi = 14.246,00 € − 12.190,00 € = 2056,00 €.
  2. EBIT = EBITDA − ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti = 2056,00 € − 1500,00 € = 556,00 €.
  3. Margine EBITDA = EBITDA / ricavi · 100 = 14,43%; margine EBIT = 3,90%.

Formula

EBITDA = ricavi − costi operativi
EBIT = EBITDA − ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti
Margine EBITDA = EBITDA / ricavi · 100
EBITDA
utile prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti, in italiano margine operativo lordo (MOL)
EBIT
risultato operativo, prima di oneri finanziari e imposte
ricavi
il fatturato dell’esercizio o, dal bilancio, il valore della produzione
costi
i costi operativi: costo del venduto, materie prime, servizi, personale e altri costi della gestione ordinaria, esclusi ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti
ammortamenti
i costi non monetari dell’esercizio: ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti (voci B10, B12 e B13 del bilancio)

Come funziona il calcolo

L’EBITDA (Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortisation) è l’utile prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti. In italiano si chiama margine operativo lordo (MOL): misura quanto guadagna la gestione ordinaria di un’impresa prima di sottrarre i costi non monetari (ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti), gli oneri finanziari e le imposte. Si calcola come ricavi meno costi operativi.

L’EBIT (Earnings Before Interest and Taxes) è il risultato operativo prima di oneri finanziari e imposte: si ottiene dall’EBITDA sottraendo ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti. Per questo EBITDA = EBIT + ammortamenti. Con i dati dell’azienda Gamma che il glossario di Borsa Italiana usa alla voce EBIT (fatturato di 14.246 €, costo del venduto di 11.390 €, costi operativi di 800 € e ammortamenti di 1500 €) l’EBIT è 556 €; sommando gli ammortamenti si ottiene un EBITDA di 556 + 1500 = 2056 €.

Nel calcolatore puoi partire da due strade. Con «Ricavi e costi» inserisci i ricavi, i costi operativi e i costi non monetari: ottieni EBITDA ed EBIT e i loro margini, cioè la quota dei ricavi che resta come EBITDA e come EBIT. Con «Utile netto» fai il percorso inverso: all’utile netto sommi le imposte, gli oneri finanziari netti e le eventuali svalutazioni finanziarie nette (voce D del conto economico) per ottenere l’EBIT, poi i costi non monetari per ottenere l’EBITDA. L’utile netto, le imposte, gli oneri finanziari netti e le svalutazioni finanziarie nette possono essere negativi, per esempio in caso di perdita, di proventi finanziari o di rivalutazioni.

Il margine EBITDA è il rapporto tra EBITDA e ricavi: per l’azienda Gamma è 2056 / 14.246 = 14,43%, mentre il margine EBIT è 556 / 14.246 = 3,90%. Nel bilancio italiano l’EBITDA non è una voce a sé: lo schema di conto economico dell’articolo 2425 del codice civile arriva alla differenza tra valore e costi della produzione (A − B), che corrisponde in pratica all’EBIT. L’EBITDA si ricava sommando a questa differenza ammortamenti e svalutazioni (voce B10) e accantonamenti (voci B12 e B13). Per la variazione tra due anni c’è il calcolo percentuale.

Lo stesso schema spiega perché la strada «Utile netto» chiede anche le svalutazioni finanziarie nette. Dopo la differenza A − B vengono la voce C (proventi e oneri finanziari) e la voce D (rettifiche di valore di attività e passività finanziarie, cioè rivalutazioni meno svalutazioni): il risultato prima delle imposte è A − B ± C ± D e l’utile netto è quel risultato meno le imposte (voce 20). Per tornare dall’utile alla differenza A − B, cioè all’EBIT, si sommano quindi le imposte, gli oneri finanziari netti della voce C e le svalutazioni nette della voce D (voce 19 meno voce 18). Se il bilancio ha una voce D e nel campo lasci 0, l’EBIT calcolato dall’utile non coincide con quello calcolato da ricavi e costi.

La formula

Le formule seguono il glossario finanziario di Borsa Italiana: l’EBITDA si ottiene dai ricavi togliendo i costi operativi, l’EBIT si ottiene sottraendo all’EBITDA i costi non monetari (ammortamenti, svalutazioni, accantonamenti) e, in senso inverso, sommando a EBIT il valore degli ammortamenti si arriva all’EBITDA. Partendo dall’utile, il glossario aggiunge gli interessi (le poste finanziarie) e le imposte; per un bilancio con la voce D dell’articolo 2425 del codice civile (rettifiche di valore di attività e passività finanziarie), che nello schema viene dopo la differenza A − B, il calcolatore somma anche le svalutazioni finanziarie nette, così l’EBIT coincide con quello ottenuto da ricavi e costi.

Con «Ricavi e costi» il margine è l’EBITDA (o l’EBIT) diviso per i ricavi e moltiplicato per 100; i ricavi devono essere maggiori di zero. Con «Utile netto» non ci sono i ricavi e quindi non ci sono i margini. Il calcolatore somma e sottrae gli importi che inserisci e non controlla che siano coerenti con un bilancio: i costi operativi non devono includere i costi non monetari, altrimenti vengono sottratti due volte. Anche le svalutazioni della voce D vanno solo nel loro campo e non nei costi non monetari, altrimenti verrebbero contate due volte.

Esempio di calcolo

Azienda Gamma: ricavi di 14.246,00 € e costi operativi di 12.190,00 €

  1. I costi operativi sono il costo del venduto (11.390 €) più gli altri costi operativi (800 €): 12.190,00 €.
  2. EBITDA = 14.246,00 € − 12.190,00 € = 2056,00 €, cioè 14,43% dei ricavi.
  3. EBIT = 2056,00 € − 1500,00 € di ammortamenti = 556,00 €: è l’EBIT che il glossario di Borsa Italiana indica per l’azienda Gamma.

Con ricavi di 14.246,00 € e costi operativi di 12.190,00 €, l’EBITDA è 2056,00 €, pari a 14,43% dei ricavi; l’EBIT, dopo 1500,00 € di ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti, è 556,00 €.

Inserisci l’esempio nel calcolatore

Domande frequenti

Cos’è l’EBITDA spiegato semplice?

L’EBITDA è quanto resta ai ricavi di un’impresa dopo aver pagato i costi della gestione ordinaria, cioè prima di ammortamenti, interessi e imposte. Il nome è l’acronimo inglese di Earnings Before Interest, Taxes, Depreciation and Amortisation, in italiano utile prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti: è un indicatore di redditività assimilabile al margine operativo lordo (MOL).

Come calcolare l’EBITDA di un’azienda?

Ci sono due strade. Dai ricavi: EBITDA = ricavi − costi operativi, dove i costi operativi non comprendono ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti. Dall’utile netto: all’utile si sommano imposte, oneri finanziari netti ed eventuali svalutazioni finanziarie nette (voce D) per avere l’EBIT, poi ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti. Nel calcolatore scegli «Ricavi e costi» oppure «Utile netto».

Come calcolare l’EBITDA dal bilancio?

Dal conto economico dello schema dell’articolo 2425 del codice civile: si prende la differenza tra valore e costi della produzione (A − B) e si sommano ammortamenti e svalutazioni (voce B10) e accantonamenti (voci B12 e B13). Nel calcolatore inserisci come ricavi il valore della produzione, come costi operativi i costi della produzione senza quelle voci e come costi non monetari la loro somma. La voce D (rettifiche di valore di attività e passività finanziarie) resta fuori, perché nello schema viene dopo la differenza A − B.

Dove trovare l’EBITDA nel bilancio?

Di norma non si trova, perché non è una voce dello schema di conto economico dell’articolo 2425 del codice civile: va ricavato. Si parte dalla differenza tra valore e costi della produzione (A − B) e si sommano ammortamenti e svalutazioni (voce B10) e accantonamenti (voci B12 e B13).

Che differenza c’è tra EBITDA ed EBIT?

L’EBIT è l’EBITDA meno ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti. L’EBITDA misura il risultato della gestione ordinaria prima dei costi non monetari; l’EBIT tiene conto del consumo di macchinari e immobili, quindi è più basso. Con i dati dell’azienda Gamma alla voce EBIT del glossario di Borsa Italiana l’EBIT è 556 € e l’EBITDA, sommando 1500 € di ammortamenti, è 2056 €.

Come si calcola l’EBIT?

Dall’EBITDA: EBIT = EBITDA − ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti. Dall’utile: EBIT = utile netto + imposte + oneri finanziari netti, più le eventuali svalutazioni finanziarie nette della voce D. Con i dati di Borsa Italiana per l’azienda Gamma: 14.246 − 11.390 − 800 − 1500 = 556 €. Il calcolatore mostra l’EBIT accanto all’EBITDA.

Qual è la differenza tra fatturato e EBITDA?

Il fatturato sono i ricavi delle vendite; l’EBITDA è ciò che resta dei ricavi dopo i costi operativi, prima di ammortamenti, interessi e imposte. Nell’esempio dell’azienda Gamma (dati della voce EBIT del glossario di Borsa Italiana) il fatturato è di 14.246 € e l’EBITDA, ricalcolato sommando gli ammortamenti all’EBIT, è di 2056 €: il margine EBITDA è 2056 / 14.246 = 14,43% dei ricavi.

Qual è la differenza tra EBITDA e utile netto?

Dall’EBITDA all’utile netto si sottraggono, in ordine, ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti (si ottiene l’EBIT), gli oneri finanziari netti e le eventuali svalutazioni finanziarie nette della voce D (si ottiene l’utile prima delle imposte) e infine le imposte. Con cifre di esempio, EBITDA di 2056 €, ammortamenti di 1500 €, oneri finanziari di 106 €, nessuna voce D e imposte di 150 €, l’utile netto è 300 €.

Come capire se l’EBITDA è buono?

Un EBITDA positivo indica che la gestione ordinaria realizza profitti prima di ammortamenti, interessi e imposte; se è negativo, i costi operativi superano i ricavi. Per giudicarlo si guarda il margine EBITDA, cioè EBITDA / ricavi, e lo si confronta con quello degli anni precedenti e di imprese dello stesso settore. Va letto insieme a EBIT, utile e debiti, perché ammortamenti, interessi e imposte lo riducono.

Qual è un buon valore di EBITDA per un’azienda?

Non esiste un valore buono in assoluto: dipende dal settore, dalle dimensioni e dal modello di business. Un negozio, un’industria e una società di servizi hanno margini EBITDA molto diversi. Conta il margine EBITDA, la sua tendenza negli anni e il confronto con imprese simili, più del numero in sé.

Perché il calcolo dell’EBITDA è importante?

Perché è uno degli indicatori di redditività più usati: mostra se la gestione ordinaria produce profitti prima dei costi non monetari e della struttura finanziaria, e permette di confrontare imprese e anni diversi. Borsa Italiana lo cita tra le misure ampiamente utilizzate nel calcolo dei flussi di cassa per l’impresa e ha una voce anche sul multiplo Enterprise Value / EBITDA.

Come si calcola la crescita dell’EBITDA?

Con la variazione percentuale: (EBITDA nuovo − EBITDA precedente) / EBITDA precedente · 100. Da 2056 € a 2400 € la crescita è (2400 − 2056) / 2056 = 16,73%. Se l’EBITDA precedente è zero o negativo la variazione percentuale non ha un significato chiaro. Per il calcolo c’è il calcolo percentuale, alla voce variazione percentuale.

EBITDA e MOL sono la stessa cosa?

Per Borsa Italiana sì: il glossario indica il margine operativo lordo (MOL) come sinonimo di EBITDA. Nella pratica le imprese possono trattare in modo diverso alcune voci, come gli accantonamenti, perciò conviene controllare come è calcolato l’indicatore nel bilancio che stai leggendo.

Ultimo aggiornamento: Responsabile editoriale: Jared Alan
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