Calcolo del delta (discriminante) di un’equazione di secondo grado

Matematica

Scrivi i coefficienti a, b e c dell’equazione ax² + bx + c = 0. Il calcolatore dà il delta Δ = b² − 4ac, il delta quarti, quante soluzioni reali ha l’equazione e le soluzioni reali, con i passaggi del calcolo.

Il numero davanti a x², con il suo segno. Non può essere zero. I decimali si scrivono con la virgola.

Il numero davanti a x, con il suo segno. Se l’equazione non ha il termine in x, scrivi 0.

Il numero senza x, con il suo segno. Se manca, scrivi 0.

Decimali con la virgola, ad es. 12,5. Il risultato compare mentre scrivi.Decimali con la virgola, ad es. 12,5

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Risultato: Delta Δ = b² − 4ac

1

Il delta è 1, positivo: l’equazione ha due soluzioni reali distinte, x₁ = 2 e x₂ = 3.

  • Soluzioni reali: due soluzioni reali distinte
  • Delta quarti Δ/4 = (b/2)² − ac: 0,25

Soluzioni reali dell’equazione, in ordine crescente

Soluzioni reali, in ordine crescente
SoluzioneValore di x
12
23

Passaggi

Δ = (-5)² − 4 · 1 · 6 = 1

  1. Coefficienti: a = 1, b = -5, c = 6.
  2. Il quadrato di b è b² = (-5)² = 25 e il quadruplo di ac è 4ac = 4 · 1 · 6 = 24.
  3. Delta: Δ = b² − 4ac = 25 − 24 = 1.
  4. Il segno del delta decide le soluzioni reali: due soluzioni reali distinte.
  5. Se il delta non è negativo, le soluzioni reali si ricavano da x = (−b ± √Δ) / (2a) e sono nella tabella; con un delta negativo non ce ne sono e la tabella resta vuota.

Formula

Δ = b2 − 4ac
Δ > 0: x1 = (−b − √Δ) / (2a) e x2 = (−b + √Δ) / (2a)
Δ = 0: x1 = x2 = −b / (2a)
Δ < 0: nessuna soluzione reale; soluzioni complesse (−b ± i√(−Δ)) / (2a)
Δ/4 = (b/2)2 − ac, con b pari: x = (−b/2 ± √(Δ/4)) / a
a
il coefficiente di x², diverso da zero
b
il coefficiente di x
c
il termine noto, senza x
Δ
il delta, o discriminante, dell’equazione
i
l’unità immaginaria, con i² = −1

Come funziona il calcolo

In un’equazione di secondo grado ax² + bx + c = 0, con a diverso da zero, il delta (o discriminante) è Δ = b² − 4ac: il quadrato del coefficiente di x meno il quadruplo del prodotto degli altri due. Si chiama discriminante perché il suo segno distingue i casi. Per Treccani, quando a, b e c sono reali, se Δ è positivo le due radici sono reali e distinte, se Δ è zero coincidono in una radice doppia, se Δ è negativo sono complesse coniugate. Per x² − 5x + 6 = 0 si ha a = 1, b = −5 e c = 6: b² = 25, 4ac = 24 e Δ = 25 − 24 = 1.

Il delta entra nella formula risolutiva x = (−b ± √Δ) / (2a). Con Δ > 0 le due soluzioni sono diverse, e per x² − 5x + 6 = 0 sono (5 ± 1) / 2, cioè 2 e 3. Con Δ = 0 la radice quadrata di Δ vale zero e le soluzioni coincidono in x = −b / (2a). Con Δ < 0 nessun numero reale è la radice quadrata di Δ, quindi non ci sono soluzioni reali: nel grafico la parabola y = ax² + bx + c non tocca l’asse x, mentre con Δ > 0 lo taglia in due punti e con Δ = 0 lo tocca nel vertice. Con Δ < 0 restano però due soluzioni complesse coniugate, (−b ± i√(−Δ)) / (2a), dove i è l’unità immaginaria, con i² = −1: per x² + x + 1 = 0, che ha Δ = −3, sono (−1 ± i√3) / 2, cioè circa −0,5 ± 0,866025 i. La tabella del calcolatore elenca solo le soluzioni reali, quindi con Δ < 0 resta vuota.

Se b è un numero pari conviene la formula ridotta, che lavora con numeri più piccoli: il delta quarti è Δ/4 = (b/2)² − ac e le soluzioni sono x = (−b/2 ± √(Δ/4)) / a. Per x² − 6x + 8 = 0 si ha Δ/4 = 9 − 8 = 1 e x = 3 ± 1, cioè 2 e 4. Il segno di Δ/4 è quello di Δ, quindi vale la stessa regola sul numero di soluzioni. Il calcolatore calcola sempre il delta intero e mostra il delta quarti accanto, come controllo.

Il calcolatore tratta equazioni di secondo grado in un’incognita con coefficienti reali. Se a è zero l’equazione è di primo grado, bx + c = 0, e la formula del delta non si applica. Un delta che per l’arrotondamento dei decimali risulta quasi zero, ma che con numeri esatti sarebbe zero, è trattato come zero, così una soluzione doppia non viene scambiata per due soluzioni vicine. Per estrarre a mano la radice di Δ o controllarla c’è il calcolo della radice quadrata. Nei sistemi lineari con tante equazioni quante incognite ha un ruolo simile il determinante della matrice dei coefficienti: se è diverso da zero, il sistema ha una sola soluzione. Per calcolarlo, con matrici 2x2 e 3x3, c’è il calcolo matrice. La parola «delta» indica anche una semplice differenza, per esempio Δt tra due istanti: ne parlano le domande più sotto.

La formula

La formula nasce dal completamento del quadrato. Si moltiplica ax² + bx + c = 0 per 4a e si somma b² a entrambi i membri: (2ax + b)² = b² − 4ac. Un quadrato non è mai negativo, quindi se b² − 4ac, cioè il delta, è negativo non esiste nessun x reale; se è positivo, 2ax + b = ±√Δ e da qui si ricava x.

Le due soluzioni reali sono calcolate in modo da non perdere cifre quando una delle due è molto piccola, per esempio in x² − 1.000.000x + 1 = 0, e sono elencate in ordine crescente, anche quando a è negativo. Il risultato è in doppia precisione e mostrato con al massimo sei decimali.

Esempio di calcolo

Qual è il delta dell’equazione x² − 5x + 6 = 0?

  1. Coefficienti: a = 1, b = -5, c = 6.
  2. Delta: b² − 4ac = (-5)² − 4 · 1 · 6 = 25 − 24 = 1.
  3. Il delta è positivo: due soluzioni reali distinte, x = (5 ± √1) / 2, cioè 2 e 3.

Il delta è 1, positivo: l’equazione ha due soluzioni reali distinte, x₁ = 2 e x₂ = 3.

Inserisci l’esempio nel calcolatore

Domande frequenti

Come si calcola il delta?

Con Δ = b² − 4ac: si eleva al quadrato il coefficiente b (tra parentesi se è negativo), si sottrae il quadruplo del prodotto di a e c e si guarda il segno del risultato. Per x² − 5x + 6 = 0 è (−5)² − 4 · 1 · 6 = 25 − 24 = 1. Nel calcolatore basta scrivere a, b e c.

Qual è la formula del delta?

Δ = b² − 4ac, dove a è il coefficiente di x², b quello di x e c il termine noto dell’equazione ax² + bx + c = 0. Il delta serve nella formula risolutiva x = (−b ± √Δ) / (2a). Con b pari c’è la formula ridotta, che usa Δ/4 = (b/2)² − ac.

Che cos’è il delta e a cosa serve?

Il delta, o discriminante, è il numero b² − 4ac che si ricava dai coefficienti di un’equazione di secondo grado. Serve a sapere in anticipo quante soluzioni reali ha l’equazione, prima di calcolarle: due distinte, due coincidenti o nessuna.

A cosa serve il delta nelle equazioni di secondo grado?

Decide il tipo di soluzioni e compare sotto radice nella formula risolutiva. Se Δ > 0 la parabola y = ax² + bx + c taglia l’asse x in due punti, se Δ = 0 lo tocca nel vertice, se Δ < 0 non lo raggiunge: l’equazione ax² + bx + c = 0 non ha allora soluzioni reali.

Come si calcola il delta in modo semplice?

Porta l’equazione nella forma ax² + bx + c = 0 e leggi a, b e c con i loro segni. Poi tre passi: b², 4ac e la differenza. Per 2x² − 7x + 3 = 0 sono 49, 24 e 49 − 24 = 25: il delta è 25 e le soluzioni sono (7 ± 5) / 4, cioè 3 e 1/2.

Come calcolare il delta con la calcolatrice?

Su una calcolatrice scientifica scrivi b tra parentesi e premi il tasto del quadrato, poi sottrai 4 × a × c. Le parentesi contano: senza, −5² è letto come −(5²) = −25 dalla maggior parte delle calcolatrici. Per a = 1, b = −5, c = 6 si digita (−5)² − 4 × 1 × 6 = 1. Il calcolatore qui sopra fa lo stesso e mostra i passaggi.

Cosa significa se il delta è negativo?

Che l’equazione non ha soluzioni reali: nessun numero reale la soddisfa e la parabola non tocca l’asse x. Esistono però due soluzioni complesse coniugate, (−b ± i√(−Δ)) / (2a), dove i è l’unità immaginaria (i² = −1). Per x² + x + 1 = 0 il delta è 1 − 4 = −3 e le soluzioni complesse sono (−1 ± i√3) / 2. La tabella del calcolatore elenca solo le soluzioni reali, perciò resta vuota.

Che cosa succede se a è uguale a zero?

Se a = 0 l’equazione non è più di secondo grado ma di primo, bx + c = 0, con soluzione x = −c / b quando b è diverso da zero. La formula del delta non si applica e il calcolatore chiede un valore di a diverso da zero.

Delta quarti: quando si può usare?

Quando b è un numero pari. Allora Δ/4 = (b/2)² − ac e le soluzioni sono x = (−b/2 ± √(Δ/4)) / a, con numeri più piccoli. Per x² − 6x + 8 = 0 è Δ/4 = 9 − 8 = 1 e x = 3 ± 1, cioè 2 e 4. Il calcolatore mostra sempre il delta quarti, ma è comodo solo con un b pari.

Perché si chiama «discriminante»?

Perché discrimina, cioè distingue, i casi: dal suo segno si capisce se l’equazione ha due soluzioni reali distinte, due coincidenti o nessuna reale. Treccani lo definisce, per il secondo grado, con l’espressione b² − 4ac e ricorda che il suo annullarsi è la condizione perché le due radici coincidano.

Come si calcola la regola del delta?

Se con «regola del delta» intendi il criterio per le equazioni di secondo grado, si calcola Δ = b² − 4ac e se ne guarda il segno: con Δ > 0 le soluzioni reali sono due e distinte, con Δ = 0 sono due coincidenti, x = −b / (2a), con Δ < 0 non ce ne sono.

Come si calcola il Δt?

Il Δt (delta t) è la variazione di tempo, cioè la differenza tra l’istante finale e quello iniziale: Δt = t₂ − t₁. Se un viaggio parte alle 9:30 e arriva alle 12:00, Δt è 2,5 ore. È un delta diverso dal discriminante: indica sempre «valore finale meno valore iniziale».

Come si calcola il delta tra due numeri?

Il delta tra due numeri è la loro differenza, valore finale meno valore iniziale: Δx = x₂ − x₁. Da 40 a 52 è 52 − 40 = 12, da 52 a 40 è −12. Per la variazione in percentuale si divide per il valore iniziale: 12 / 40 = 30%, con il calcolo percentuale.

Come si usa il calcolatore?

Porta l’equazione nella forma ax² + bx + c = 0 e scrivi i tre coefficienti con il loro segno, 0 se un termine manca. Leggi il delta, il tipo di soluzioni, le soluzioni reali nella tabella (vuota se il delta è negativo) e i passaggi sotto il risultato. Con «Inserisci l’esempio nel calcolatore» carichi x² − 5x + 6 = 0.

Esempio pratico: quando serve davvero il delta nella vita?

Ogni volta che un problema porta a un’equazione di secondo grado. Un campo rettangolare con perimetro di 30 m e area di 56 m² ha i lati x e 15 − x con x(15 − x) = 56, cioè x² − 15x + 56 = 0: Δ = 225 − 224 = 1 e i lati sono 7 m e 8 m. Se il delta fosse negativo, il problema non avrebbe soluzione reale.

Come si risolve un’equazione di secondo grado con il delta?

Si calcola il delta e, se non è negativo, si applica x = (−b ± √Δ) / (2a). Per 3x² + 12x − 15 = 0 è Δ = 144 + 180 = 324, √Δ = 18 e x = (−12 ± 18) / 6, cioè 1 e −5. Per le equazioni incomplete, con b = 0 o c = 0, si può anche scomporre.

Ultimo aggiornamento: Responsabile editoriale: Jared Alan
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